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GUIDA MICHELIN
Ambiente rustico, ma curato, per questo ristorante in Borgo San Giuliano: specialità di carne e selezione di salumi e formaggi di produttori locali. Gradevole dehors estivo.
ALBERGHI & RISTORANTI
Situata nell'antico Borgo di San Giuliano questa storica trattoria
d'estate sconfina nell'antistante piazzetta. Cucina tradizionale,
ambiente familiare.
IL MANGIAROZZO
Nel caratteristico borgo di San Giuliano, Giuliano Canzion, Mirko
Monari ed Enrica Mancini propongono i piatti della tradizione romagnola
con piadina appena cotta a fare da baluardo gastronomico, accompagnata
da salumi e formaggi locali: formaggio di fossa di Talamello, quello
di Roncofreddo servito con confetture fatte in casa e gustosissimi
salami. Se però preferite passare subito ai primi piatti, vi consigliamo
la pasta tirata a mano dallo chef Gianstefano Polignano come i cappelletti
alle carote della Luisa, gli gnocchi di patate con salsiccia e stigoli,
gli strozzapreti con asparagi, pancetta e pendolini, le tagliatelle
al ragù di carne al coltello (la ricetta è raccontata ne Le ricette
e i vini del Mangiarozzo 2009), ma anche zuppe e i risotti secondo
stagione. Si prosegue con costata e fiorentina della Val Marecchia,
coniglio disossato in porchetta, galletto ruspante al tegame, spezzatino
di agnello con carciofi, melanzane alla parmigiana, tagliata di manzo
alla brace. Dolci di fattura casalinga sia al cucchiaio che pasticceria
secca e buoni vini romagnoli o dell'Italia centrale (circa 120 etichette).
C'è anche la possibilità di scegliere il menù degustazione a 28 euro.
A conclusione non perdetevi un ottimo digestivo: qui infatti si prepara
in casa un particolare liquore al finocchio selvatico.
OSTERIE D'ITALIA
A due passi dal ponte di Tiberio, il borgo San Giuliano era un tempo
il quartiere dei pescatori; oggi rimane il pezzo di città più fedele
alla memoria felliniana, ancora integro e abbellito dai murales dei
pittori riminesi. Mirko Monari vi farà strada tra i tavoli dell'osteria,
rimasto il posto accogliente voluto nel 1989 dalla cuoca Luisa Fabiani.
L'attuale gestione ha avuto inizio nel maggio del 2007, senza sottrarre
nulla all'identità tradizionale del luogo: al piano è ben in vista
della preparazione di carne alla griglia e piadina, arredi classici
romagnoli e manifesti delle feste popolari.
L'attenzione al territorio e alla qualità delle materie prime è evidente
già dagli antipasti, tra i quali il tagliere di affettati di produzione
biologica di Talamello e il piatto rustico di crostini misti e cassoncini.
Eccellenti le paste al matterello, fra le quali le tagliatelle al
ragù di manzo tagliato al coltello, i classici cappelletti in brodo
e quelli alle carote, introdotti dalla gestione della Luisa e mai
usciti dal menù. Tra i secondi ottimi lo spezzatino di agnello con
carciofi e il filetto alla brace con sale di Cervia e rosmarino,
ma menzione d'onore meritano le carni della Valmarecchia, costate
e fiorentine. Buona la selezione di dolci, secchi e al cucchiaio,
tutti fatti in casa. Il cuoco Gian Stefano Polignano modifica il
menù ogni due settimane. La carta dei vini ha una chiara preferenza
per i territori di Romagna, della quale sono presenti molti dei migliori
produttori, e delle Marche settentrionali. Per aiutare la digestione
c'è il liquore casalingo di fine pasto, alla liquirizia in inverno
e al finocchio d'estate.
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